La sinossi di “SEGREGATA – Una madre contro il coronavirus”

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SEGREGATA – Una madre contro il coronavirus” parla della storia di una madre il cui amore trasforma un evento drammatico come la malattia indotta dal coronavirus e l’isolamento in un inno alla gratitudine, all’ottimismo e alla speranza.

La prefazione e una poesia inedita sono di Vincenzo Mollica

Sinossi

Ai primi sintomi di coronavirus, Fabiola sceglie volontariamente di entrare in segregazione nella sua camera da letto, dove vivrà in solitudine per quaranta lunghi giorni. La terrorizza l’idea di costituire un pericolo letale per il figlio affetto da distrofia e per gli anziani genitori, entrambi categorie ad alto rischio. Sono i giorni drammatici che vedono la Lombardia e il nord Italia cadere in ginocchio sotto i colpi devastanti di un virus di cui si sa poco o niente. Come un flagello, il COVID-19 semina migliaia di morti, panico e disperazione, straziando il popolo italiano che, pur smarrito ed indifeso, reagisce con atti di grande abnegazione e solidarietà, dimostrando coraggio e reattività dinanzi agli occhi attoniti del mondo. Il libro si snoda lungo due filoni. Inizia con una testimonianza puntuale e accorata sull’iter della malattia, “un nemico subdolo e pericolosissimo contro cui l’umanità è in guerra”, e continua in un crescendo di profonda analisi per cui, nella stanza dove Fabiola è reclusa per amore, “si apre” una vera e propria finestra sul mondo dalla quale lei osserva i fatti della cronaca, della scienza e della politica italiana e mondiale. Quando si accorge di aver superato la fase acuta della malattia, l’autrice è presa da un impeto di riconoscenza e scrive un libro per dare sfogo alla sua esperienza; soprattutto, scrive in segno di gratitudine per la salute ritrovata, e perché vuole restituire questo dono al mondo, specialmente alle categorie più fragili a favore delle quali il libro andrà in beneficenza. Un’opera autobiografica, ricca di gratitudine e speranza, che esalta il valore della solidarietà e il ritrovato senso di fratellanza spirituale di fronte alla scioccante consapevolezza della fragilità umana.

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Biografia dell'autrice

Fabiola Maria Bertinotti è stata un executive affermato nel campo della comunicazione d’azienda per The Walt Disney Company Italia. É ora alla guida di FAB Communications, un’agenzia di consulenza di comunicazione e sviluppo di business basata su valori umani e solidali. L’identità dell’agenzia si riflette nella sua biografia di donna.

Fabiola Maria Bertinotti nasce a Monza nel 1965. Dopo una carriera trentennale a capo della Comunicazione aziendale e della Responsabilità sociale per The Walt Disney Company Italia, fonda l’agenzia di consulenza FAB Communications. Dotata di creatività, ottimismo ed empatia, Fabiola si pone l’obiettivo morale e professionale di contribuire al “rinascimento” del tessuto economico italiano dopo la crisi determinata dal coronavirus. É opinione diffusa che il mondo sia ad una svolta e, in questa nuova luce, i Valori umani e la Reputazione diventano le chiavi di successo per la prosperità della società civile e lo sviluppo economico (World Economic Forum 2019). Sposata con Maurizio e madre di Jaya, Fabiola ha due vite parallele: l’una, professionale, caratterizzata dall’amore per l’Italia e per l’ingegno dell’imprenditoria italiana; l’altra, spirituale e dedicata al mondo del sociale, che la vede da dieci anni nel ruolo di sostenitrice delle persone affette da distrofia muscolare FSHD. Fabiola ha scritto vari articoli sul tema della Comunicazione Aziendale, della Patient Advocacy, dell’Adozione ed è un’opinionista affermata su LinkedIn.

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